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lunedì 5 gennaio 2015

Arturo e Zoe

Da ragazzina, dopo aver abbandonato Il Corrierino e Topolino perché mi ritenevo ormai grande,  i giornali che leggevo erano: Il monello, L'intrepido, Nembo Kid e L'albo dell'intrepido.
Che avventure! I personaggi che più amavo erano Piccola Eva, Billi Bis, Il giovane Superman, cioè Nembo Kid, Lone Wolf, Roland Eagle..... Trascuravo, invece, altri albi come Tiramolla e Cucciolo: troppo da bambini, secondo me!
















Quando in edicola si compravano delle buste misteriose, in estate, c'era sempre da scoprire quali meravigliose avventure contenevano; erano giornalini vecchi invenduti, che tornavano sul mercato in veste di "sorpresa".
 In  questi giornali c'era, di solito, la pagina intitolata Arturo e Zoe: una strip comica.



 Ma come nasce questa striscia?  Nel 1922 Larry Whittington disegna una striscia  per il New York evening world. Questa striscia racconta le avventure di una giovane donna, vanitosa, sciocchina e ricca, che ha uno spasimante  più sciocco aoncora. La striscia non ebbe un gran successo finchè, tre anni dopo, fu abbandonata dal suo creatore e ripresa da Ernie Bushmiller, che ne fece un gioiellino dal grande successo.

 

Nel 1933, Ernie ebbe un colpo di genio introducendo nelle strisce la nipotina di Fritzi: Nancy. In Italia diverrà famosa col nome di Zoe, mentre il suo amico inseparabile Sluggo, qui da noi sarà Arturo. 
I due bambini diventano talmente importanti, che nel 1938 la striscia cambia nome e da Fritzi  Ritz, diventa Nancy.




Zoe è una bimba sveglia, intelligente, con una filosofia quasi adulta, furba, piena di idee geniali e soprattutto bravissima a tenere testa a tutti i coetanei maschi che affollano le strip, in particolare il suo amichetto pelato Arturo che di sicuro non brilla d'intelligenza coma la tenace protagonista.

Non vi ricordano forse qualcun altro? Che ne dite di Lucy e Charlie Brown??
 





giovedì 1 gennaio 2015

Altan

Ogni tanto guardo i cartoni con la Bea e quello che a me piace più di tutti è la Pimpa. Piaceva anche a Gabriele, da bambino, tanto che abbiamo un librone di fumetti ritagliati e incollati ( tanto per cambiare) per non perderne nemmeno una puntata.Chi è la Pimpa? 






 





Da wikipedia:

 

Ispirato dalla figlia, Altan decide di creare il mondo fantastico della Pimpa, pieno di animali parlanti e di oggetti animati che sono disegnati coi loro visi e col tono a parola. La Pimpa vive fuori città, nella casa di Armando, un signore buono ed accomodante, dalla carnagione gialla, che sfoggia due baffoni, un naso lungo, una grossa cravatta rosa e  un cappello verde. Nei confronti della Pimpa svolge una funzione quasi paterna.








Il primo incontro dei due protagonisti avviene in un bosco. Armando cerca raccogliere le fragole, scorge i grandi pallini della Pimpa e scopre che la cagnolina sa parlare, è curiosa, simpatica ed affettuosa. Armando la invita a casa e le mette a disposizione una stanza con un grande letto ed una vivacissima trapunta multicolore.



 

 

 

 





Gli amici più cari della cagnolina sono il coniglio a pois celesti Coniglietto, la gatta azzurra Rosita, ed il gallo Colombino. Poi c'è Tito, un cucciolo di cane, tutto blu, che in alcune storie appare come ospite della casa di Armando. Altri personaggi, via via apparsi nelle strisce e nei cartoni sono la rondine Luisa, il pinguino Nino, la formica Bibì, la lucciola Lucia, la foca Lulù, la zebra AdeleBombo IppopotamoBella CoccinellaCiccio PorcellinoPepita, la piccola dinosaura a pois rossi come la Pimpa e Olivia, la paperella piccolissima.. C'è anche la Pimpa Gemella, che appare dallo specchio del bagno, e non si limita a riflettere l'immagine della Pimpa, ma le parla e la consiglia, ed a volte la prende in giro.








Sorridente e piena di vita, la Pimpa si avventura dappertutto, esplorando il piccolo mondo attorno a sé, oppure volando in aeroplano fino in Africa, navigando in barca fino all'Australia, o ancora partendo con il razzo Egidio per volare tra le nuvole, sulla luna e in mezzo alle stelle. 





A sera, la cagnolina rientra dall'Armando e gli racconta l'esperienza della giornata: se "Armandone" appare scettico, come spesso è, ecco che la Pimpa lo rassicura regalandogli i souvenir dei suoi fantastici viaggi. Poi beve un bicchierone di latte e si mette a dormire, salutando gli oggetti attorno a sé e strizzando l'occhio ai telespettatori.


Non è simpatica? Tenerissima, piena di fantasia, gentile, curiosa e sempre allegra. Cosa c'è di meglio da proporre ai bambini?


Chi è il papà della Pimpa? E' Tullio Altan:








  Da Wikipedia:

Francesco Tullio Altan, più noto come Altan (Treviso, 30 settembre 1942), è un fumettista, disegnatore, sceneggiatore e autore satirico italiano.

Figlio del grande antropologo friulano Carlo Tullio Altan, inizia gli studi all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia che non porta a termine per dedicarsi al cinema e alla televisione nel ruolo di scenografo e sceneggiatore. Nel 1970 si trasferisce a Rio de Janeiro, dove crea il suo primo fumetto per bambini pubblicato da un quotidiano locale. Nel 1974 Altan inizia a collaborare come fumettista per alcuni giornali italiani.
Sulle pagine di Linus prende vita il personaggio di Trino, un dio impreparato che si affanna nella creazione del mondo.
 Nel 1975, in coincidenza con il suo ritorno in Italia, crea la Pimpa, una cagnolina bianca a pois rossi, con lunghe orecchie, che sarà uno dei suoi personaggi più riusciti e famosi e verrà pubblicato inizialmente sul Corriere dei Piccoli.

La Pimpa non è il solo personaggio per bambini creato da Altan. Oltre  a lei,  infatti, ci sono Kika e Kamillo Kromo
Altan ha creato anche storie a fumetti per un pubblico adulto come le storie dell'operaio metalmeccanico comunista Cipputi e celebri parodie di personaggi famosi; vanno qui ricordati esempi come Cristoforo ColomboCasanova e Franz (parodia della vita di San Francesco d'Assisi). Inoltre, ha realizzato le vignette di alcuni libri scritti da Gianni Rodari.
Decennale è la sua collaborazione con riviste come L'espressoPanorama e ultimamente con il quotidiano La Repubblica per il quale disegna vignette di satira politica.
In genere, nelle vignette satiriche di Altan vengono raffigurate persone comuni, mentre quasi mai si trovano personaggi politici.






















































mercoledì 31 dicembre 2014

John Holcroft


Ho trovato alcune immagini di questo illustratore che, per la verità, non mi piace neanche un po'. Ma....mi pare che illustri molto bene alcune situazioni del giorno d'oggi e allora, sorridiamo insieme...per non piangere!!












































lunedì 29 dicembre 2014

Iacovitti

Visto che nel nostro blog si parla spesso di illustratori, mi sembra giusto includere in questa categoria anche i vignettisti, ricordando in particolare quelli che ci hanno accompagnato nel corso della nostra infanzia e adolescenza.
Nel suo post sulla scuola Dindi inserisce tra i cimeli dell'epoca anche il mitico Diario Vitt che ci ha tenuto compagnia per tanti anni. E allora ecco qualche notizia sulla vita e sulla carriera del suo autore tratta da Wikipedia.
"Benito Franco Giuseppe Jacovitti (Termoli9 marzo 1923 – Roma, 3 dicembre 1997) è stato un fumettista italiano.







Nato in una famiglia di origine slava-albanese, all'età di sette anni iniziò a mostrare il suo interesse per i fumetti. Si trasferisce, ancora bambino, con la famiglia prima a Macerata e poi a Firenze, dove frequenterà il liceo artistico.


Nel 1939, ancora sedicenne, iniziò la sua carriera pubblicando per la rivista satirica fiorentina Il brivido alcune panoramiche (ovvero delle tavole a pagina intera piene di gag) di cui la prima, la linea Maginot, ironizzava sulla guerra; poi la storia a fumetti Pippo e gli inglesi che lo fece subito notare procurandogli la collaborazione quasi trentennale per il settimanale Il Vittorioso dell'editrice cattolica AVE, che l'avrebbe fatto conoscere a tutta l'Italia. L'esile corporatura del giovane Jacovitti gli valse il soprannome di Lisca, e per questo come icona con cui firmare le sue tavole adottò appunto una lisca di pesce. Passati i decenni e diventato ben più corpacciuto, Jac stesso ebbe modo di autoironizzare sul persistente uso della "lisca" come firma, affermando qualcosa tipo "forse dovrei passare a un grosso pesce o a una balena, ma da giovane ero davvero allampanato e magrissimo". La collaborazione con Il Vittorioso nata nel 1940 sarebbe continuata fino al 1969, quando questo chiuse i battenti. Jacovitti continuò il suo lavoro con Il Giorno dei Ragazzi, supplemento de Il Giorno, per il quale, il 28 marzo 1957 aveva creato il suo più famoso personaggio, Cocco Bill.


Sempre per Il Giorno crea tre formidabili personaggi romani: Tizio, Caio e Sempronio i quali si esprimono nel più maccheronico dei latinorum.


Sempre sul Giorno dei Ragazzi (allegato settimanale del quotidiano grazie al quale la tiratura aumentava di circa 40/50.000 copie) dava vita alla saga di Tom Ficcanaso, giornalista detective protagonista di molte storie, Gamba di Quaglia, Chicchirino, Microciccio Spaccavento, Gionni Galassia.


Nei primi anni cinquanta fu anche collaboratore del Quotidiano, giornale dell'Azione Cattolica, per il quale produsse vignette con più chiari spunti satirici legati all'attualità politica dell'epoca.





Continuò il lavoro con il Corriere dei Piccoli dal 1968 al 1982 dando vita al mitico Zorry Kid (parodia incredibile di Zorro), Jak Mandolino , Tarallino, Checco e continuando con la pubblicazione di Cocco Bill. Da ricordare poi la prestigiosa collaborazione con la rivista Linus, nata nel 1965 sotto la guida di Oreste del Buono dove creo prima Gionni Peppe e poi Joe Balordo.


La sua ultima collaborazione, iniziata nel 1978, è con Il Giornalino delle Edizioni Sanpaolo, che continua ancora oggi a redigere storie sul suo personaggio più famoso, Cocco Bill, realizzate dal suo allievo Luca Salvagno. Negli anni novanta ormai anziano usa farsi inchiostrare le tavole da un giovane autore svizzero d'origini serbe trapiantato nel Salentino, Nedeljko Bajalica, che lo seguirà fino agli ultimi giorni prima come assistente e poi come co-autore nella serie RAP realizzata per la Balacco Editore.



Jacovitti è entrato a pieno titolo negli annali storici del fumetto italiano, soprattutto grazie alla forma caricaturale dei suoi personaggi. I comics di Jacovitti hanno riscosso il plauso della critica, e si sono intrecciati spesso con gli accadimenti di portata epocale che hanno contraddistinto l'evolversi dell'Italia. Tantissimi gli scolari degli anni sessanta-settanta che, fra libri e quaderni, nel loro zainetto non facevano mai mancare il suo diario, il famosissimo Diario Vitt.
























La caratteristica forma anatomica dei piccoli personaggi ai quali ha dato vita sulla carta, la loro espressione a volte gioiosa, a volte grottesca, i suoi salumi e affettati, serpenti e lumaconi che guardano con ogni tipo di espressione, nonché tanti altri oggetti i più diversificati e sparsi nei posti più impensati, lo hanno reso popolare al grande pubblico.


Jacovitti si è impiegato anche nella pubblicità: famosi i caroselli con Coccobill, quelli di Zorry Kid per l'olio Teodora e, prima di tutti, quelli di Pecor Bill per la Lanerossi Vicenza; ma sempre in pubblicità fece un lavoro gigantesco creando oltre 100 campagne pubblicitarie (dalla Esselunga ai Concessionari FIAT, dalla Autobianchi ai Caravan ARCA, dalla Banca Popolare dell'Emilia alle casseforti STARK, dalla Voxson alle Ferrovie dello Stato, dalla Schiapparelli all'Ambra Solare, ecc.), e nella cartellonistica politica, come autore schierato per i Comitati Civici, con numerosi poster di natura satirica apprezzati anche dai partiti di opposizione.














domenica 30 novembre 2014

Silvia Ziche



L'ho scoperta dalla parrucchiera, sfogliando la rivista "donna moderna", che ha sempre in apertura una di queste vignette:



Casalinga disperata, lavoratrice, innamorata ossessiva, alienata televisiva, disastro umano, single inzitellita: non cambia mai, Lucrezia, se non in peggio!
E io me ne sono innamorata! E' arguta, divertente, sintetica ed efficace.
Mi sono informata sulla illustratrice:
Nata a Thiene nel 1967. Sin dall'infanzia ha coltivato la passione per il fumetto, in particolare quello di casa Disney. Tra i suoi maestri si annoverano il compianto Giovan Battista Carpi, presso il quale ha collaborato per circa un anno, Giorgio CavazzanoRomano Scarpa, seguiti sin da quando le storie non erano ancora accreditate.
Dopo essere approdata alla rivista di fumetti "Linus" nel 1987, Silvia Ziche ha cominciato a disegnare per "Cuore", "Smemoranda", "Topolino", "Comix" e dal 2006 per "Donna Moderna". Ma è presente anche in libreria con numerose pubblicazioni, tra cui Olimpo S.p.A. e San Francisco e Santa Pazienza.
Ha ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti.



Da:
http://arteesalute.blogosfere.it/galleria/2009/03/le-donne-di-carta-di-silvia-ziche.html/1

Le donne di "Lucrezia e le altre/i" siamo noi che, frustrate e fiduciose, ci barcameniamo tra amici in arrivo a frotte quando non li vogliamo; i tanti "lui" prima o dopo il matrimonio ma sempre inadeguati e stanchi, capricciosi e infantili, latitanti o fin troppo presenti; i genitori i cui sensi di colpa "vanno coltivati amorevolmente" e persino gli oggetti del quotidiano che a volte ci si rivoltano contro.
 Lucrezia nasce come evoluzione naturale di "Alice a quel Paese", un personaggio uscito anni fa su Comix. "Alice era una ragazzetta appena affacciatasi nel mondo adulto, priva del libretto di istruzioni e incapace di rapportarsi a quel mondo. - spiega Ziche in un'intervista .Parlava solo di massimi sistemi, perché aveva una limitata esperienza di vita. Lucrezia invece è una donna di una certa età, diciamo thirty something, la cui esperienza di vita e di relazione ha contribuito a inacidirla, a rinchiuderla nella ricerca del suo piccolo benessere personale, nel suo piccolo mondo. Lucrezia è una specie di Alice cagliata dal tempo, insomma."



"Lucrezia rappresenta comunque una tipologia di donna con molti riscontri nella realtà. Incompleta, irrisolta, inconsapevole. L'ho voluta così, primo perché l'autocritica è giusta e fa bene e poi perché permette la critica. Non avrei mai mostrato tutti questi uomini insopportabili se non avessi potuto metterli in contrapposizione con una donna piena di difetti. Questo garantisce anche un effetto comico oltre a quello dell'immedesimazione che nasce nel riconoscere i propri difetti o quelli del compagno."




Intelligente e spiritosa, Silvia ha trovato il modo di colpire uomini e donne in tutte le loro debolezze e piccole meschinità quotidiane. Guardando una delle sue vignette, facciamo un bel sorriso, ma siamo indotte anche a fare un piccolo esame di coscienza.