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mercoledì 2 aprile 2014

Brian Patterson

Un articolo di Lilia


BRIAN PATERSON

IL MONDO DI VALLECHIARA








L’inglese Brian Paterson è il creatore e l’illustratore della fortunata serie di libri per bambini intitolata The Foxwood Tales tradotta in italiano col titolo I racconti di Vallechiara.

Se ne apriamo uno qualsiasi, già ad una prima scorsa delle pagine, colpisce un’impressione di dejà vu. Queste storie che trattano di graziosi animaletti ci rimandano a immagini e parole note.



L’impressione si fa sentire fin dall’introduzione: “In mezzo ai campi  e alle colline, dove il bosco si apre in una ridente vallata e i ruscelli scorrono tra i prati in fiore, si trova l’antico villaggio di Vallechiara. Se un giorno passate di là, date un’occhiata in giro”. Ci sembra di udire l’eco delle parole con le quali Jill Barklem ci presentava il suo Boscodirovo.

Ma le analogie non si fermano qui. Se osserviamo questa cucina della signora Rue la coniglietta, salta agli occhi la somiglianza con quella della signora Apple a Crabapple Cottage. La stessa grande credenza, alta fino al soffitto, stipata di piatti, servizi da tè e vasetti di marmellata, lo stesso ampio tavolo apparecchiato per la colazione. 



Se poi mettiamo a confronto i topolini che popolano Vallechiara con quelli di Boscodirovo, rimarremo sorpresi. Sono quasi uguali! 





Harvey di Paterson




 Wilfred della Barklem

Paterson, nato ad Ayrshire in Scozia nel 1949, ha ideato il fantastico mondo di Vallechiara insieme alla moglie Cynthia. Lavorando nottetempo, Brian ai disegni e Cynthia ai testi, hanno dato vita alla prima storia, Un furto a Vallechiara, che è stata pubblicata nel 1985, cinque anni dopo Storia di primavera di Jill Barklem. Non posso affermare che Paterson si sia ispirato a lei, ma non sarebbe del tutto impossibile.














Una volta però assodato questo innegabile legame tra i due autori, bisogna ammettere che i disegni di Paterson sono affascinanti e possiamo lasciarci trascinare senz’altre remore nel suo fantastico mondo.








Alla prima storia fecero seguito altre sette: Il tesoro di Vallechiara, Un rapimento, Regata a Vallechiara, Sorpresa a Vallechiara, I contrabbandieri, La valle Segreta e La slitta magica, tutti pubblicati tra il 1985 e il 1998.

Dal punto di vista delle storie, le trame sono molto semplici, anche se si tratta di avventure divertenti e non prive di un certo contenuto morale, dal momento che vi si insegna che fare il bene paga sempre. Sono storie di animali destinate ai bambini. Il loro punto di forza sta piuttosto nei disegni che, a mio parere, sono molto belli.












Benchè non sia troppo originale, Paterson è un bravissimo illustratore. I suoi disegni sono vivaci, solari; il tratto è netto, il colore esplode nelle tonalità del rosso, del giallo e del blu. Tutto qui fa pensare al sole e all’estate.










In altre tavole, per rendere l’effetto della lontananza e della profondità, Paterson usa colori chiari molto diluiti




Stessa tecnica per dare l’impressione che i personaggi siano in piena luce, sullo sfondo di una parete inondata di sole




La boscaglia e gli alberi fronzuti sono resi con macchie di colore applicate con mano veloce. Si riesce quasi ad immaginare il baluginare del sole attraverso le fronde e la luce che si riflette sulla superficie lucida delle foglie.








I disegni, ripassati a china e poi acquerellati, sono molto accattivanti, rispondono al gusto del pubblico di oggi, con questo loro insistere sulle delizie rustiche della vita di campagna ma, nello stesso tempo, non si discostano dalla tradizione. Non c’è infatti alcuna ricerca di novità e nessun azzardo. Tutto è molto sereno e tranquillizzante, anche quando si parla di ladri, rapitori e contrabbandieri.




















I numerosi personaggi sono sempre molto graziosi, rappresentati secondo una tipologia ben collaudata e quindi in grado di piacere ad un pubblico di piccoli lettori.

















Questo è sicuramente il motivo per cui i libretti della serie di Vallechiara hanno avuto tanto successo, specialmente nel mondo anglosassone; più di un milione e trecentomila copie sono state vendute in diciotto paesi diversi.

Come spesso avviene al giorno d’oggi per le serie di successo, anche le immagini di Vallechiara sono state utilizzate per decorare piatti, statuine e persino tovaglioli di carta, come questi:
















I tre amici protagonisti delle avventure ambientate a Vallechiara sono Willy il piccolo porcospino, un topolino di nome Harvey e un coniglietto chiamato Rue. Nell’idearli, Brian e Cynthia Paterson si sono ispirati ai loro stessi tre figli: William, Charles ed Henry.
















Il piccolo Willy tra I giochi nella sua cameretta ed immerso nel sonno nel suo lettino










Siamo nella cucina della Signora Hedgehog, mamma di Willy. E’tempo di marmellate e la frutta cuoce piano piano nel paiolo appeso al grande camino di pietra. Sulla mensola fa bella mostra di sé una disordinata quantità di utensili per cucinare.







Se per molti aspetti i disegni di Paterson ci ricordano quelli della Barklem, per fortuna contengono anche molte caratteristiche originali! Ad esempio, Vallechiara si differenzia da Boscodirovo perché la sua popolazione è estremamente varia, non solo topolini, anzi! 










Quel paese disperso tra campi e colline è popolato da coniglietti, scoiattoli, porcospini, topi, tassi, volpi, donnole, ranocchi. Alcune tavole sono affollate come quelle della Barklem o quelle di Baumgarten (guardate il ranocchio, non vi ricorda quelli del vecchio Fritz?). Come questa, per esempio, che raffigura un rinfresco all’aria aperta





Qui abbiamo un altro disegno “affollato” di personaggi che partecipano alla festa in maschera di Natale. Vediamo prima l’insieme e poi un particolare









Vallechiara si colloca in uno spazio e in un tempo imprecisati; però, da molti indizi, il contesto potrebbe essere la campagna del Somerset o dell’Oxfordshire dove i Paterson hanno vissuto in tempi diversi e hanno concepito le loro storie. Inoltre, considerando la foggia degli abiti, l’aspetto delle case ed i mezzi di trasporto, come il treno o la carrozza o il battello, le storie potrebbero collocarsi in uno spazio temporale che occupa la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento..

Ecco le strade del villaggio nei giorni che precedono il Natale. C’è anche il banditore che invita a gran voce tutta la popolazione a partecipare alla festa in costume.












Ed ecco il treno. Si tratta di una vecchia locomotiva a vapore, ma le carrozze sono incredibilmente comode, attrezzate per mettere a proprio agio i viaggiatori. Oltre alle cuccette, ci sono addirittura una poltrona, un tavolino e un mazzo di fiori! 













Il battello in uso a Vallechiara







E infine, vediamo la carrozza del signore della contea





Si tratta di un magnanimo Volpone che preparerà una magnifica sorpresa per il Natale dei piccoli amici i quali, nel frattempo, da tre sono diventati quattro per l’aggiunta del minuscolo tasso Jeremy










Come i topolini della Barklem, durante la bella stagione gli animaletti di Paterson amano organizzare dei picnic in posticini ombrosi. Per poi assopirsi col pancino pieno nel tepore del pomeriggio. 













A mio parere, una delle storie meglio illustrate da Brian Paterson è Sorpresa a Vallechiara, ambientata nel periodo natalizio. Questa bella immagine ricorda la tradizione delle carole augurali cantate di casa in casa da cori di bambini. Nel nostro caso i tre piccoli amici sono accolti poco amichevolmente dalla signora Scoiattolo. Sorge il dubbio che siano un pochino stonati. La tavola è costruita molto bene; suggerisce immediatamente l’atmosfera dei piccoli cottages inglesi ricoperti di edera. Il biancore della neve e la luce calda che illumina le finestre spiccano piacevolmente sui toni scuri che avvolgono il muro e gli alberi.









La campagna e il villaggio sotto la neve sono resi con maestria, come pure la superficie dello stagno ghiacciato o il fiume grigiastro nella pallida luce invernale, mentre il cielo soffuso di colori pastello contribuisce ad accrescere l’atmosfera sognante e tenera della storia. Ecco qualche immagine: 
























Guardando queste figure ci scordiamo che i personaggi sono soltanto animaletti. Li percepiamo istintivamente come bambini quali, in effetti, essi sono, una volta smesse le spoglie del coniglietto, del tasso, del topolino!

Chiudiamo con una serie di immagini 



































Cynthia e Brian Paterson, dopo il successo ottenuto con gli otto libretti, pare che non intendano proseguire con altre pubblicazioni. Dopo questa esperienza, infatti, Paterson si è dedicato a partire dal 2002 all’arte digitale creando Zigby la zebra, un personaggio apparso anche in una serie di cartoni animati per la televisione. Ma questa è un’altra storia e ha poco a che fare col mondo di Willy, Harvey e Rue.




Arrivederci a Vallechiara! Non dimenticate di farci una visitina.



LILIA

2 commenti:

  1. Carinissimo! Splendida idea la vostra del Blogger x soli illudtratori

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  2. illustrazioni meravigliose! Secondo me comunque sia Patterson che la Barkem si sono ispirati moltissimo ai personaggi e storie di Beatrix Potter.

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